A Raggiolo si chiude un'estate "coraggiosa"

A Raggiolo, anche l’ultima sera di agosto è stata una festa di comunità e di partecipazione. Ben cinquanta persone hanno preso parte all’apericena e la piazza si è riempita per accogliere l’ultimo film della rassegna Cinema al chiaro di luna

Una piazza viva, coinvolta, attenta, che si è lasciata trasportare da una storia intensa e commovente come quella di Leggere Lolita a Teheran: un gruppo di donne che, sfidando la repressione, trova la propria libertà attraverso i libri proibiti. Un film drammatico e potente, capace di scuotere e di far riflettere, soprattutto se visto insieme, in un piccolo borgo che ha scelto di non rinunciare alla cultura.

Il coraggio delle scelte

Se volessimo scegliere una parola che descrive questa rassegna e più in generale l’estate di Raggiolo, è “coraggio”. Il coraggio di non accontentarsi di proporre un intrattenimento leggero, come spesso accade nelle rassegne estive di paese, ma di costruire invece un percorso che avesse un senso, un tema, una direzione.

Un tema, il rapporto tra territorio, cultura e resistenza, che è stato raccontato da quattro film molto diversi, ognuno con la propria voce. La leggerezza e l’ironia di Un mondo a parte, che ha aperto la rassegna parlando di scuola e di comunità montane; la delicatezza e la dolcezza pedagogica de Il maestro che promise il mare, che ha riportato in vita la memoria di un insegnante coraggioso; l’intensità di Anna, che ha travolto la piazza con la sua forza e le sue contraddizioni; la drammaticità di Leggere Lolita a Teheran, che ha chiuso il ciclo ricordando quanto la cultura possa diventare uno strumento di libertà anche nelle condizioni più difficili.

Il coraggio contro le difficoltà

È stato coraggio anche quello di affrontare le sfide del meteo, con la comunità pronta a improvvisare e a reagire. Lo spostamento improvviso all’Ecomuseo durante la proiezione di Anna è diventato un simbolo: la capacità di piegarsi senza spezzarsi, di non arrendersi agli imprevisti, trasformandoli invece in occasioni di condivisione.

Il coraggio è stato, più in generale, il filo conduttore di tutta l’estate di Raggiolo: dalla scelta di mettere in scena una rappresentazione intensa e non convenzionale come Homo faber, fino all’impegno costante a combattere l’abbandono e lo spopolamento del borgo. Sempre con la stessa convinzione: che la cultura, la partecipazione e la condivisione siano il modo migliore per tenere vivo un paese.

Un paese che si apre

Gli spettacoli teatrali e il cinema hanno anche contribuito ad aprire il borgo alla vallata. Tante le presenze
arrivate da altre località del Casentino, a volte sfidando eventi più noti e popolari come alcune famose sagre di paese. È stata una sorta di contaminazione guidata dalla cultura: Raggiolo ha dimostrato che si può attrarre e coinvolgere senza ammiccare, ma con scelte difficili e di qualità, non con il richiamo facile ma con la profondità delle proposte.

Una comunità che resiste

“Cinema al chiaro di luna” ha dimostrato che è possibile richiamare le persone fuori dalle case. Metterle in relazione. Farle riflettere, attraverso iniziative pensate e curate. Senza scorciatoie né ammiccamenti, ma con la forza della qualità e della profondità.

Proprio come i protagonisti dei film in programma, anche Raggiolo ha scelto di resistere: di restare vivo, di custodire la propria identità, di farsi comunità attraverso la cultura. Questa rassegna ha confermato ancora una volta che il cinema non è solo spettacolo, ma un atto collettivo, un gesto di coraggio, un modo per dire che anche un piccolo borgo può parlare al mondo.

Tra i commenti ricevuti sulla pagina Facebook de La Brigata, ne scegliamo uno che riassume perfettamente lo spirito della rassegna. A scriverlo è Marzia: “Complimenti per la scelta dei film, molto accurata e mai scontata.” Quel “mai scontata” racchiude in poche parole il senso di questa esperienza e di questo articolo.

Si chiude così un’estate che ricorderemo, vissuta intensamente. Anche se, a dire il vero, c’è ancora un appuntamento importante in programma: sabato 27 settembre, con la nuova edizione dei Colloqui di Raggiolo. 

Elogio dei volontari

Vale la pena ricordare ancora una volta che tutto questo è reso possibile dal lavoro instancabile di un manipolo di volontari, che si mette al servizio di una causa. Persone che amano questo borgo e che spendono tutta la loro energia per dargli un futuro.

Sappiamo che qualcuno, a volte, si chiede: “Ma chi ve lo fa fare?”. Non c’è una vera risposta, se non richiamando quel senso di impegno e di coraggio che ha attraversato e segnato l’intera estate di Raggiolo.

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